domenica 26 ottobre 2008

Quando i genitori litigano, il figlio è sempre dell'altro.

Bene.
Quando si comincia con bene, non può che andare male. Che scrivo, dunque?
Nonostante io sia una persona abbastanza narcisista da avere altri 6 blog lasciati andare, Msn, MySpace e Facebook, facendo la mia parte per intasare la rete, per emergere, sperando per un momento che la gente mi trovi geniale e inizi a leggermi quotidianamente, questo blog non l'ho voluto io.
Ma lo giuro, lo tratterò come i migliori genitori adottivi potrebbero fare: viziandolo più dei figli normali o facendolo lavorare nei campi.
Ok.
Con l'ultima affermazione ho potenzialmente offeso generazioni di genitori adottivi che si credono equilibrati e molte più generazioni di schiavi.
Ma che ci posso fare se le metafore mi vengono così, a ruota libera, fiume in piena di creatività pura? Mi è appena arrivato un coppino virtuale e un calcio in bocca molto meno virtuale.
L'intento principale era quello di fare una bieca analisi antropologica sui perché e i percome del fenomeno chiamato (da me, ora)
esibizionismo da blog compulsivo e sui perché e percome audaci scrittori e talenti dell'oratoria vengano abbondantemente surclassati da tante CucciolineDispettose92, che si complimentano con se stesse -occhi al cielo e broncetto annoiato- e con "tutti quelli che le hanno seguite da sempre ma-anche-da-poco", che ammettono l'evidente schizofrenia ( "in me ci sono due persone: Ashanty e Artemysia"), di professione fanno "Libera" e di provenienza "V3n3r3".
Adesso passo sicuramente per l'acida invidiosa.
Se adesso scrivo che si sono acida, ma invidiosa no, passo per la snob superiore.
Se cambio argomento, per l'analfabeta incompiuta.
In questo momento tendo pesantemente verso il letto e come genitore adottivo mi rendo già conto che faccio schifo.

Lo giuro, piccolo blog indifeso e non voluto, continuerò a curarti fino alla maggiore età, aggiornandoti sempre semprissimo e riempiendoti di tanti post fantasiosi e zuccherosi, dove voleranno unicorni di dialettica e triceratopi di allegria.